La CISL e l'Università di Bologna mi hanno infatti insignito del Premio di Laurea intitolato a Flavio Cocanari, per la miglior tesi sull'inserimento lavorativo delle persone disabili. Sono felicissima di aver vinto questo premio, e volevo condividere la mia gioia anche con voi lettori del blog, che siete comunque una delle mille sfaccettature della mia vita. Vi lascio anche una foto...
| Da sinistra, il mio relatore Prof. Andrea Canevaro, Vero, il Sindaco di Bologna Virginio Merola e il Segretario della CISL di Bologna, Alessandro Alberani. |
Ma torniamo alla torta...
La tradizione bolognese prevede l'utilizzo di un solo etto di riso (ma a me sembrava poco) e l'aggiunta di 100 gr di cedro candito sminuzzato (che io non avevo e comunque non amo). Inoltre a cottura ultimata la torta andrebbe bucherellata e cosparsa di liquore alla mandorla amare... Ma io e Marcy l'abbiamo mangiata per colazione e non mi sembrava il caso di renderla alcolica... Anche se con questi freddi forse sarebbe stato utile!!!
Ingredienti:
1 litro di latte intero
200 gr di riso
200 gr di zucchero
100 gr di amaretti
100 gr di mandorle
5 uova
Procedimento:
- Cuocere il riso nel latte fino a quasi completo assorbimento. Nel frattempo sbriciolate finemente le mandorle e gli amaretti.
- A cottura ultimata del riso, aggiungere lo zucchero e mescolate con la frustina, poi le mandorle, e gli amaretti. Aggiungete poi un uovo alla volta e continuate a mescolare.
- Versate il composto in una teglia da forno (io ne ho usata una di ceramica perciò niente carta forno) e infornate in forno già caldo a 160° per circa un'ora e mezza e controllate la cottura con lo stecchino!



2 commenti:
ottimo traguardo!!complimenti e...bella l'idea di postare una ricetta della città che ha premiato la tua tesi di laurea!!
Grazie Erika... Sei sempre molto gentile!!!
Posta un commento